In Campania sembra che si stia affermando una strana tendenza: il compleannone, lo strillo, la gigantografia, il bigliettone di auguri... Egomania delle moderne vestali del grande circo mediatico. Il compleanno non è più un fatto privato, anche se non sei ancora nessuno, anzi proprio perchè ancora non sei nessuno, occorre dire a lettere cubitali che esisti, sei nato, hai 6, 18, 20 anni.
Il compleanno deve diventare qualcosa di memorabile, molto memorabile, possibilmente ingombrante. Finire sui giornali, se possibile, quando proprio la cosa riesce, addirittura può provocare divorzi, magari far tremare qualche scranno, sicuramente finire in prima pagina.
Noemi Letizia è stata l'antesignana ha iniziato lei, a Casoria, invitando il presidente del consiglio per i suoi diciotto anni al ristorante con parenti e amici. Un po' megalomane, una fuoriclasse. Adesso per le strade del napoletano e anche del casertano spuntano come funghi cartelloni pubblicitari: Buon compleanno Maria, Carmen, Anna.
I padri innamorati delle loro figlie (del resto è un periodo di papismo strisciante) comprano spazi pubblicitari per fare gli auguri a queste bambine narcise che magari sognano una carriera di modelle. Siamo nell'era dei confessionali, delle telecamere a infrarossi nelle camere e nei bagni della casa del Grande Fratello. Siamo in un'epoca plebiscitaria, dove prevale il giudizio sommario gridato del pubblico che fa la tac agli aspiranti di Amici, radiografati nelle pieghe più intime della loro personalità con una cattiveria e una partecipazione emotiva che ricorda le popolane che sferruzzavano davanti alla ghigliottina. Diciamo che allora erano in ballo i diritti dell'Uomo e si regolavano i conti con l'aristocrazia, oggi le popolane se la prendono con Alice, Jessica o qualche tronista e ne scandagliano talenti e pulsioni.
Chi si trova a passare in macchina, o a piedi, magari preso dai suoi pensieri, intento a scansare i rifiuti rimasti per strada in questa perenne emergenza rifiuti che ormai si associa a Campania con lo stesso automatismo di orso Caorso nel bersaglio della settimana enigmistica, non viene subissato solo di messaggi pubblicitari. Al confronto la persuasione martellante della pubblicità è roba per verginelle, chi si fa più fregare dal comprami? Lo slogan è per definizione di parte, perfino rassicurante al confronto di questa egomania anche un po' sinistra dell'io esisto e voglio fare la modella.
Un tempo si affiggevano i necrologi e al più si metteva un fiocco rosa o azzurro sulla porta il giorno che nasceva un bambino. Adesso è pubblicità, egomania, una lotta senza quartiere tra esistenze che arrancano per un poster al sole, per emergere dall'anonimato di una immensa provincia che si è estesa al punto da coincidere con i nostri confini nazionali. Buoncompleanno, provincia Italia.
(MLC)
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